Honda: dal 2021 stop ai motori Diesel, si punterà su ibridi ed elettrici

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di Silvia Semonella

 

In questo momento storico di grande attenzione all’ambiente e all’inquinamento, anche le case automobilistiche sembrano diventate sensibili alla questione. Le sempre più stringenti regolamentazioni in materia di emissioni, infatti, stanno spingendo buona parte dei costruttori ad abbandonare le motorizzazioni diesel, a favore di tecnologie ibride ed elettriche.

Ma cos’è un’auto ibrida?

Ibrido ed elettrico: il futuro dell’automobile

Innanzitutto, bisogna chiarire che un’ibrida non è un’elettrica: è un’auto nella quale al tradizionale motore a combustione viene affiancato un secondo modulo elettrico, riducendo così i consumi e l’inquinamento. Anche se il risparmio maggiore si ha sui percorsi urbani, si può imparare a consumare meno anche su superstrade e autostrade: con uno stile di guida adeguato, infatti, i consumi possono essere ridotti e pari a quelli di un diesel.

Inoltre, il livello di emissioni è di gran lunga inferiore rispetto a un’auto a diesel. La combinazione di un motore elettrico e di uno a benzina, infatti, comporta in media un livello di emissioni di circa 75 g di CO2 per chilometro, un valore davvero basso per un’auto familiare. Secondo una serie ricerche, in alcuni ibridi la quantità di CO2 rilasciata nell’atmosfera sarebbe ridotta addirittura del 70-80%.

I progetti targati Honda

L’ultima casa a entrare nel mondo dell’ibrido è stata la Honda, la quale ha annunciato che la motorizzazione diesel sparirà progressivamente dalla sua produzione, fino ad estinguersi del tutto entro il 2021.

Già a Febbraio, la casa giapponese aveva annunciato l’intenzione di chiudere l’impianto inglese di Swindon, basandosi sulla previsione che, entro il 2025, i 2/3 delle vetture vendute in Europa saranno a motore ibrido o elettrico.

A questo scopo, i modelli presentati sono sempre più intriganti, come la Honda E, che, con il suo look vintage, ha conquistato tutti gli appassionati presenti al Salone di Francoforte.

Sicuramente, tra i motivi principali legati all’abbandono del diesel – prima da parte di case come la Toyota, la Nissan, la Volvo e, poi, della Honda – troviamo i limiti di emissione sempre più stringenti imposti dall’Unione Europea: entro il 2020, infatti, la CO2 non dovrà superare i 95 g/km, rispetto agli attuali 120 g/km. Ma c’è dell’altro; i crescenti e conseguenti blocchi del traffico per le auto diesel, infatti, orientano i potenziali acquirenti verso altri modelli eurocompatibili.




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