Come sta andando il mercato delle auto elettriche

Considerati i tantissimi problemi che la Terra è costretta ad affrontare in materia di sostenibilità ambientale e inquinamento, si sono rese necessarie nel tempo delle valutazioni in ambito automotive: quella più profonda, con i suoi difetti e le sue problematiche riguarda la nascita e lo sviluppo del mercato delle auto elettriche

Nel 2020, nonostante una forte crisi di tutto il settore, legata alla pandemia, alla diminuzione di spostamenti e a fattori più marcatamente economici, le auto ecologiche hanno fatto un notevole balzo in avanti. In Unione Europea, l’associazione europea dei costruttori di auto (ACEA) ha registrato nel quarto trimestre un +143% rispetto al 2019, con quasi un milione di auto a propulsione alternativa vendute, occupando ⅓ del mercato nel periodo di riferimento. 

Da Ottobre a Dicembre, grazie, anche e soprattutto, agli incentivi introdotti dai vari governi per fronteggiare la crisi, hanno registrato un notevole incremento sia le immatricolazioni di veicoli a ricarica elettrica (ECV +262%), sia quelli elettrici a batteria (BEV +217%), sia quelli ibridi plug-in (PHEV +331%) sia, infine, quelli elettrici ibridi (HEV +104%) (che però non rientrano nella classifica degli elettrificati puri, avendo come tipo di carburante primario uno tra diesel, benzina o gas).

Nonostante le auto a Diesel e Benzina riescano ancora ad avere una larga fetta del mercato, sono state quelle più colpite dalla situazione conseguente al coronavirus, facendo registrare un calo, rispettivamente, del 23% e 33%. 

I problemi principali, al giorno d’oggi, per consentire una conversione totale sono i seguenti:

  • Il prezzo. La cifra da sborsare per acquistare un’utilitaria elettrica è ancora troppo elevata (si parte dai 25/30 mila euro)  e non raggiungibile da un utente medio (disposto a spenderne tra gli 8 e i 12). Anche in questo senso, si lavora speditamente per abbassare i costi di produzione, in modo da potersi avvicinare ai prezzi “concorrenti”.
  • Il mercato. Contrariamente a quanto accaduto a cavallo degli anni 2000, c’è un’inversione di tendenza per quanto riguarda il numero di auto per famiglia, grazie anche ad un miglioramento generalizzato dei trasporti pubblici e alla nascita di alternative ecologiche ed economiche. 
  • La tecnologia. Le colonnine di ricarica rappresentano un problema non di poco conto. Molte città stanno cercando di attrezzarsi per offrire più punti possibili, ma al momento la rete infrastrutturale non è capillare e frena le vendite. L’Italia, in tal senso, è ancora lontana dal riuscire ad offrire un servizio strutturato in tal senso.
  • La filiera industriale. L’Europa è partita con ritardo, ma grazie agli investimenti del gruppo Volkswagen e Renault-Nissan, sta guadagnano terreno sia dal punto di vista industriale che di mercato. In Italia solo nel 2020 la Fiat ha avviato la produzione della nuova 500 elettrica, essendo inoltre costretta ad acquistare crediti verdi da Tesla per non incorrere nelle sanzioni Ue sulle emissioni.

Alla luce di questi problemi, sicuramente non si riuscirà a convertire il settore nel 2021, ma la strada intrapresa dal mercato delle auto elettriche sembra essere quella giusta per riuscire ad aiutare il pianeta e l’ambiente anche con l’automotive.

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