Via San Gregorio Armeno: la strada dei pastori nella storia di Napoli

Napoli è una città piena di storia, in grado di attrarre turisti da tutto il mondo, riuscendo a coinvolgerli e affascinarli tra paesaggi e costruzioni, tra allegria e leggende. E nel cuore della città si trova la strada, probabilmente, più iconica, attraversata ogni anno da milioni di persone per la sua capacità di trasmettere storia e tradizione grazie ai famosi pastori: via San Gregorio Armeno.

E se le persone visitano San Gregorio Armeno da un lato, d’altro canto, attraverso i canali dello shop digitale, è San Gregorio Armeno ad andare oltre i confini, presentando la sua importante eredità ed arte anche ad interlocutori fisicamente distanti.

Se prima erano i napoletani ad affollarla in prossimità delle feste di Natale, nel tempo questa strada ha saputo affermarsi come meta irrinunciabile per i turisti, felici ed orgogliosi di visitare le tante botteghe e bancarelle, pronti ad acquistare un simbolico souvenir da portare a casa o da regalare.

Le Origini

Questa famosa strada pare abbia origini antichissime. Già famosa ai tempi dei greci, sembra che questa strada conducesse dal decumano inferiore (Spaccanapoli) all’antica agorà greca (l’attuale Piazza San Gaetano). Da stradina di raccordo, quella che oggi è via San Gregorio Armeno, divenne Strada Augustale nel periodo Romano e Strada Nostriana con l’avvento del cristianesimo, per onorare la presenza della tomba di San Nostriano, vescovo di Napoli che si era prodigato per i diritti dei poveri.

 

La leggenda narra che siano state le monache basiliane di Santa Patrizia, custodi delle reliquie di San Gregorio, patrone dell’Armenia, a trovare rifugio a Napoli e fondare proprio lungo questa strada la chiesa dedicata alla santa ed il complesso di San Gregorio Armeno. Durante il ‘900 il complesso prosperò e venne collegato a quello di San Pantaleone, attraverso l’iconico ponte che ancora caratterizza la via.

Santa Patrizia

Proprio Santa Patrizia, peraltro, rappresenta uno dei 52 santi protettori della città di Napoli e, come il più famoso San Gennaro, compie il miracolo della liquefazione del sangue. Si presume che la santa discenda dal grande imperatore Costantino e che una volta giunta a Napoli, in seguito ad un naufragio, fu di grande conforto per le ragazze che rimanevano senza marito: proprio per questo, ancora oggi, le ragazze single in cerca di sistemazione sono solite venerare questa figura sacra.

La storia dei Pastori

La cultura dei pastori affonda, anch’essa, le proprie radici nel mito: secondo la tradizione, infatti, lungo la strada Augustale sorgeva un antico tempio romano dedicato a Cerere (sui cui resti le monache avrebbero poi costruito la chiesa di Santa Patrizia), la Dea della terra e della fertilità, alla quale si era soliti, per buona sorte, regalare delle statuette in terracotta fatte a mano dagli artigiani.

 

Lo stretto collegamento tra la Dea Cerere e Santa Patrizia è rimasto alla base della storia di San Gregorio Armeno, al punto che gli artigiani in grado di creare le preziose statuette fecero sorgere le proprie botteghe proprio nei pressi del complesso. Quando nacque l’uso di avere in casa la rappresentazione della natività, i maestri napoletani si fecero trovare preparati: a loro fu affidato il compito di creare i famosi pastori per le famiglie aristocratiche che potevano permettersele.

I protagonisti del Presepe

Oltre al paesaggio e alla grotta, i principali protagonisti sono sicuramente la Sacra Famiglia, il bue e l’asinello, i Re Magi, Benino (il pastore che dorme, conosciuto anche come Benito, probabilmente dopo il periodo fascista), i due compari che giocano a carte ed il vinaio.

 

La creatività degli artigiani di Via San Gregorio Armeno non conosce limiti, al punto che oggi i pastori più venduti non sono soltanto quelli classici, ma anche, e soprattutto, quelli moderni e alternativi. Passeggiando lungo questa strada, infatti, è facile incontrare le raffigurazioni dei personaggi più disparati: dai giocatori di calcio ai cantanti, dai politici agli attori, con un’attenzione particolare alle star del momento e alle icone della napoletanità come Pino Daniele, Maradona, Totò e Massimo Troisi.

La sfida del Coronavirus

Le botteghe che popolano la strada dei pastori hanno dovuto affrontare la difficilissima sfida che il Coronavirus ha posto loro, con le difficoltà legate sia alle restrizioni nazionali, che alla quasi totale assenza di turismo. Solo in pochi sono riusciti a far fronte alla crisi, organizzandosi per vendere i propri lavori di artigianato online. “O’napulitan s’fa sicc ma nun more!” dice un antico detto partenopeo: aggrappandosi a questo detto e ad un’immensa forza di volontà, sicuramente gli artigiani di via San Gregorio Armeno riusciranno presto a rialzare la testa e torneranno a conquistare napoletani e stranieri.

 

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