Auto a guida automatica presto anche in Italia

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29 Giugno 2018
Auto a guida automatica presto anche in Italia
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Sono passati quasi trent’anni da quando il regista olandese Paul Verhoeven mandava nei cinema una pellicola che avrebbe segnato per sempre gli amanti del sci-fi: parliamo, ovviamente, di “Atto di Forza“, con un giovanissimo Arnold Schwarzenegger seguito a ruota da una Sharon Stone che non aveva ancora fatto scandalo con il film dello stesso Verhoeven (Basic Instinct) che, solo 2 anni dopo, le avrebbe cambiato la vita (e la carriera) per sempre.

La trama, rivisitata da un racconto breve di Philip K. Dick, catapulta gli spettatori in un futuro dove la vita umana si alterna tra la Terra e Marte e… dove ci sono proprio delle automobili a guida automatica, pilotate da fantomatici drivers-robot, dotati di una sorta di intelligenza artificiale capace di interagire con gli esseri umani.

Materiale da fantascienza, insomma, per l’epoca; eppure, 28 anni dopo, è qualcosa di palpabile e reale, anche nella nostra Italia.

Sperimentazione su strada anche in Italia

È proprio degli ultimi mesi la notizia secondo cui il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti ha firmato il Decreto Ministeriale previsto per l’attuazione dell’articolo 1, comma 72, della legge 27 dicembre 2017, n. 205 (Legge di Bilancio 2018), che autorizza anche la sperimentazione per introdurre la tecnologia della guida automatica nelle nostre automobili, permettendo anche l’installazione delle soluzioni per adeguare la rete infrastrutturale italiana ai nuovi servizi smart e per i veicoli automatici. Due step che, evidentemente, non potrebbero viaggiare separatamente e che aprono le porte ad un nuovo futuro, visto che si tratta di qualcosa che, fino ad ora, era considerato proibito anche solo sperimentare.

Il decreto è stato ribattezzato “Smart Road” e implica anche l’impegno di vagliare i richiedenti delle autorizzazioni (tra costruttori, enti, università, centri di ricerca etc), in modo che tutto si compia nella maniera più giusta, ad opera delle mani più esperte e competenti e, soprattutto, in assoluta sicurezza.

Il digitale entra nei trasporti privati

Quella che sta avvenendo, e a cui assisteremo, è una vera e propria rivoluzione del sistema dei trasporti: le infrastrutture, infatti, dovranno diventare digital, in modo da interfacciarsi con i veicoli di nuova generazione.

Entro il 2025, su tutta la rete autostradale, aree di servizio, parcheggi, aree di sosta saranno dotate di un hot-spot Wi-Fi e verrà installato un sistema per rilevare il traffico e le condizioni meteo (a medio-breve termine) per i viaggiatori.

Entro il 2030, poi, verranno attivati altri servizi collaterali, come ad esempio di deviazione dei flussi stradali, in caso di incidenti o ostruzioni, soluzioni per evitare o risolvere congestioni, suggerimento di traiettorie e corsie, dei parcheggi e del rifornimento e di tantissimo altro, non senza pensare anche a quella che sarà la “ricarica” per i veicoli elettrici.
L’unico neo è stato espresso dal Ministero stesso: “I costi degli interventi saranno a carico del concessionario o del gestore dell’infrastruttura“. Naturalmente, si tratta di un problema relativo, perché è un investimento che tornerà indietro nel prossimo futuro, in tempi anche relativamente brevi, senza contare che pone le fondamenta di una nuova era dei trasporti a tutti gli effetti.