Auto Diesel: il prezzo del gasolio potrebbe salire

Viviamo degli anni complessi dove l’attenzione all’ambiente è tra i principali oggetti di discussione sui tavoli dei potenti di tutto il mondo.

Anche il Governo italiano si è chiaramente adeguato a questa lotta ambientale iniziando la sua guerra personale ai sussidi ambientali dannosi. i cosiddetti SAD costano al nostro Paese più di 19 miliardi l’anno,  16,8 dei quali destinati alle fonti fossili.

Il governo in passato aveva già annunciato più volte di voler rivedere i sussidi identificandoli in “dannosi e non dannosi per l’ambiente”. La consultazione, iniziata ad agosto tra cittadini e imprese sul lavoro, va a valutare l’operato della Commissione interministeriale sul lavoro svolto per la transizione ecologica.

Un lavoro complesso che porta in analisi ben sei sussidi dannosi probabilmente eliminabili, vediamo insieme quali sono

I SAD in discussione

Trai i sussidi ambientali dannosi di cui è prevista la consultazione e l’eventuale riduzione o rimozione, troviamo:

  1. accisa agevolata sul gas naturale;
  2. accisa sui prodotti energetici impiegati per la produzione di magnesio da acqua di mare;
  3. imposta di consumo per gli oli lubrificanti utilizzati nella produzione e nella lavorazione della gomma naturale e sintetica
  4. l’accisa sul gas naturale impiegato per usi industriali
  5. l’accisa sul Gpl utilizzato negli impianti centralizzati per usi industriali.
  6. l’accisa del gasolio per l’utilizzo come carburante

Quest’ultima è quella che tocca più da  vicino tutti ed è oggetto di discussioni e malcontento da parte della maggior parte dei cittadini.

L’accisa del gasolio per l’utilizzo come carburante è ritenuta ingiustificatamente minore di quella sulla benzina e si traduce in 4,9 miliardi di euro di gettito perduto per le casse dello Stato, denaro che potrebbe essere investito per incentivare l’acquisto di autoveicoli elettrici.

L’accisa sul gasolio

La proposta prevede un aumento progressivo dell’aliquota di accisa del gasolio a partire da gennaio 2021 fino al gennaio 2031. Al termine di questo periodo, l’accisa sul gasolio sarà pari a quella attualmente prevista per la benzina con un conseguente dispiacere della maggior parte degli automobilisti.

C’è chi pensa anche che con l’aumento del gasolio aumenterà anche il prezzo delle merci che nel nostro paese vengono regolarmente trasportate su gomma. Niente paura, queste variazione non andranno ad incidere sul “gasolio commerciale” utilizzato dalle aziende di trasporto merci e di trasporto regolare di passeggeri.

Le posizioni dei consumatori rispetto a questa variazioni dell’accisa sembrano essere abbastanza concordanti: il prezzo del carburante in Italia è uno dei più alti d’Europa e non c’è un motivo valido che possa giustificare questa manovra.

La soluzione secondo l‘Unione Petrolifera sarebbe quella di rinnovare il parco auto circolante, sostituendo i veicoli più vecchi con  veicoli a basse emissioni, così da non penalizzare il portafoglio degli automobilisti.

Purtroppo, pare proprio che questo 2021 parta con il piede sbagliato per i cari automobilisti.

 

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